Diabete e cure: verso la creazione di un pancreas artificiale

La scienza fa passi da gigante e lo stesso si può dire della tecnologia, che diventa sempre più intelligente, specialmente quando viene utilizzata a servizio della scienza. Durante un convegno dal titolo “Diabete, l’era della tecnologia intelligente. Stato dell’arte e prospettive per un approccio tecnologicamente all’avanguardia per il trattamento del diabete verso il pancreas artificiale” che si è svolto presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, a Roma, è stato presentato un dispositivo che assomiglia in tutto e per tutto a un pancreas artificiale. Il compito di quest’ultimo, infatti, sarebbe quello che regolare in maniera automatica l’erogazione di insulina, al fine di non incorrere una crisi ipoglicemica, come accade spesso ai malati di diabete. Il tutto grazie a un algoritmo predittivo che, quindi, riesce a prevedere la crisi e ad attivare e sospendere in maniera automatica il flusso d’insulina. Il dispositivo in questione, dal nome MiniMed 640G, è stato ideato e messo a punto da Mediatronic e può essere una delle innovazioni più strabilianti nel settore della lotta al diabete. Riccardo Schiaffini, diabetologo pediatra dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, ha sottolineato quanto segue: “La novità di questo dispositivo è rappresentata dalla funzione di sospensione, tarata su una soglia di predizione dell’episodio di glicemia, che si basa sulla velocità di variazione della glicemia stessa, riscontrata dal sensore. Se il sistema prevede che il livello di glicemia si stia abbassando troppo e in pochi minuti possa verificarsi un episodio glicemico, sospende l’erogazione di insulina, scongiurando pericoli e paure”. Un bel passo in avanti, quindi, per tutti coloro che hanno delle crisi di tal tipo e che, così, potrebbero vivere molto più tranquilli. al momento il tutto è in fase sperimentale, anche perché si deve analizzare quello che è il budget che si potrebbe destinare a tutto questo. C’è da dire che, in ogni caso, la tecnologia sta cambiando la vita dei pazienti che vedono sempre più vicina la possibilità di vivere una vita nella quale la malattia non condizioni troppo la quotidianità.

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