Gli ultimi dati sull’influenza 2016: come riconoscerla e prevenirla

Anche quest’anno l’influenza stagionale sta colpendo moltissimi italiani e i dati InfluNet testimoniano che l’influenza ha raggiunto già oltre 1.300.000. I più colpiti sono i bambini al di sotto dei 5 anni e sembra che la tendenza sia in forte aumento. Al momento si registra un’incidenza in Italia di 3,58 casi per mille assistiti. Dai grafici forniti da InfluNet si può vedere come la curva influenzale 2015-2016 sia in realtà più bassa rispetto agli anni precedenti e presenti un innalzamento più tardivo registrato proprio negli ultimi giorni. Questo fa presupporre che il picco influenzale quest’anno si registrerà più tardi del solito ovvero verso febbraio-marzo.

Complice di questo possibile slittamento sono in parte anche delle condizioni meteorologiche molto instabili nelle varie regioni d’Italia, che hanno visto alternarsi giorni di freddo intenso a tiepide giornate primaverili fuori stagione. Da febbraio si preannuncia un ritorno di temperature basse e precipitazioni che saranno complici della diffusione delle malattie stagionali.

Ma cosa si intende normalmente con influenza stagionale? Si tratta di una malattia respiratoria contagiosa causata dai virus influenzali. I principali virus influenzali per il 2015/2016 classificati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono:

  • A/California/7/2009 (H1N1)pdm09-like virus;
  • A/Switzerland/9715293/2013 (H3N2)-like virus;
  • B/Phuket/3073/2013-like virus.

È importante che le categorie più a rischio come bambini, anziani e persone che operano nel settore sanitario si sottopongano a vaccinazione ogni anno. Ogni anno il vaccino viene modificato per far fronte alle diverse mutazioni del virus e si rivela molto efficace per una grande quantità di pazienti.

Oltre alla classica influenza stagionale c’è un altro virus molto comune che colpisce tantissime persone in inverno, ovvero il raffreddore. Provocato comunemente dal rhinovirus, questa patologia si manifesta con molta frequenza specialmente nei bambini, anche più volte l’anno. Complice della diffusione del virus sono gli ambienti con aria secca, gli sbalzi tra aria fredda e luoghi molto riscaldati oppure luogo poco areati.

A volte i sintomi di queste due patologie invernali sono simili: entrambi possono presentare spossatezza, mal di gola, tosse, naso che cola, ma ci sono delle differenze sostanziali. L’infografica di seguito riportata mostra in maniera chiara le principali differenze tra i sintomi di influenza e raffreddore:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *